Nicolò Dell Erba



Mangiare è un bisogno naturale. Cucinare, invece, è una scelta culturale.È questa una delle idee più profonde sviluppate dallo storico dell'alimentazione Massimo Montanari: il cibo non è semplicemente ciò che la natura offre, ma ciò che l'uomo sceglie di trasformare attraverso la conoscenza, la tecnica e la tradizione.Ogni cultura decide cosa mangiare, come prepararlo, quando condividerlo e con chi. Per questo motivo la cucina non è soltanto una pratica quotidiana, ma una delle espressioni più autentiche dell'identità di un popolo.

Dalla natura alla cultura

Un frutto raccolto da un albero appartiene alla natura. Un pane impastato, cotto e condiviso appartiene alla cultura.Tra questi due gesti c'è il lavoro dell'uomo: la scelta degli ingredienti, la conoscenza delle tecniche, il controllo del fuoco e il desiderio di trasformare una necessità in un'esperienza. Secondo Montanari, è proprio questa trasformazione a rendere il cibo un fatto culturale.

Il fuoco come strumento di civiltà

Il fuoco non serve soltanto a cuocere. Permette di modificare consistenze, sviluppare aromi, conservare gli alimenti e creare nuovi sapori. Ma soprattutto riunisce le persone. Da migliaia di anni il focolare è il luogo della casa dove si cucina, si raccontano storie e si costruiscono relazioni. Ancora oggi la cucina all'aperto conserva questo significato: il cibo diventa occasione di incontro, di dialogo e di convivialità.

La cucina italiana nasce dal territorio

La tradizione gastronomica italiana non si è sviluppata seguendo un unico modello. Ogni regione ha costruito la propria cucina utilizzando le materie prime disponibili, adattando le tecniche di cottura all'ambiente e valorizzando ciò che il territorio offriva. La pietra, il legno, il carbone, i forni, i camini e i focolari hanno accompagnato questa evoluzione per secoli. È proprio questo legame tra territorio, materiali e cucina che rende la gastronomia italiana così ricca e riconoscibile nel mondo.

La pietra come materiale della cucina

Prima dell'acciaio e delle moderne superfici di cottura, l'uomo utilizzava materiali naturali capaci di accumulare e distribuire il calore. Tra questi, la pietra ha avuto un ruolo fondamentale. Le pietre riscaldate dal fuoco permettevano di cuocere lentamente pane, carne, pesce e verdure, sfruttando un calore uniforme e progressivo. Ancora oggi la pietra continua a rappresentare uno dei materiali più affascinanti per la cucina, grazie alla sua capacità di immagazzinare energia e restituirla in modo costante.

La filosofia di Foku

Foku nasce dalla volontà di riportare al centro questa cultura della cottura. La pietra lavica dell'Etna non è soltanto un materiale resistente: è una superficie che accumula il calore e lo distribuisce in modo naturale, permettendo una cucina che valorizza gli ingredienti e rispetta i tempi della preparazione. Per questo Foku non propone soltanto un sistema di cottura. Propone un modo di vivere il fuoco, il territorio e la convivialità attraverso una sensibilità profondamente italiana e mediterranea. Perché cucinare significa nutrire il corpo. Ma condividere il cibo significa costruire cultura.

Fonti:

Massimo Montanari, La fame e l'abbondanza. Storia dell'alimentazione in Europa, Editori Laterza.

Massimo Montanari, Il cibo come cultura, Editori Laterza.